Dopo quasi un anno di attesa, Francesca Albanese può finalmente esultare: le sanzioni nei suoi confronti sono state sospese.
Oltre alle minacce ricevute, Francesca Albanese durante lo scorso 2025 è stata messa dura a prova anche per altre motivazioni. Infatti, l’amministrazione USA le aveva inflitto delle sanzioni per via del suo operato sui territori palestinesi.
A suo tempo, le sanzioni in questione vennero definite dalla diretta interessata come una violazione della Convenzione ONU sui suoi privilegi, e sulla sua conseguente immunità. Il pensiero in questione, a distanza di quasi un anno, è stato finalmente approvato anche dagli organi di competenza.

Le sanzioni abolite verso Francesca Albanese
Le sanzioni inflitte alla relatrice dell’ONU, le impedivano formalmente di accedere agli Stati Uniti con tanto di embargo finanziario totale. Tuttavia, come riporta Open, un annuncio fatto via social proprio dalla diretta interessata ha sancito ufficialmente la fine di queste sanzioni.
Infatti, il giudice federale di Washington Richard Leon ha riscontrato una probabile violazione del Primo Emendamento. Il quale sancisce proprio i diritti che sono stati violati dall’amministrazione USA nei confronti della relatrice.
Stando a quanto ritenuto, sembrava inoltre che le sanzioni statunitensi fossero volte a prendere di mira direttamente le sue dichiarazioni nei confronti degli USA e soprattutto di Israele. La sospensione delle suddette sanzioni, è tuttavia da intendersi come temporanea.
La causa contro gli USA
Massimiliano Cali, il marito di Francesca Albanese, ha dichiarato di aver intentato una causa contro gli USA sostenendo che le loro sanzioni rappresentassero una violazione dei diritti di libertà e di espressione proprio di sua moglie.
A questo proposito, il giudice Leon ha dichiarato: “Se Albanese si fosse invece opposta all’azione della Cpi contro cittadini Usa e israeliani, non sarebbe stata inserita nell’elenco delle persone sanzionate ai sensi dell’Ordine Esecutivo 14203. Pertanto, l’effetto della designazione di Albanese è quello di ‘punire’ e, di conseguenza, di ‘reprimere le espressioni sgradite’“.